“Io mangio le stelle” la poesia celeste di Rebecca Elson

5 dicembre 2019

Orario: 16- 18

Informazioni sull’evento

Conferenze alla Specola aperte al pubblico

Thursday 05/12/2019 @ 16:00, Aula della Specola, via Zamboni 33, Bologna

Michele Bellazzini (INAF – Osservatorio di Astrofisica e Scienza dello Spazio di Bologna), “Io mangio le stelle. La poesia celeste di Rebecca Elson.”

Informazioni sull’evento

Conferenze alla Specola aperte al pubblico


Thursday 05/12/2019 @ 16:00, Aula della Specola, via Zamboni 33, Bologna

Michele Bellazzini (INAF – Osservatorio di Astrofisica e Scienza dello Spazio di Bologna), “Io mangio le stelle. La poesia celeste di Rebecca Elson.”

Sul piano dell’esperienza umana, una caratteristica profondamente rilevante del cielo, dell’Universo e dei meccanismi che lo regolano è la bellezza. Le immagini astronomiche ci incantano, la comprensione dei processi astrofisici ci lascia senza fiato. Rebecca Elson, astrofisica canadese, prematuramente scomparsa nel 1999, che lavorò a Cambridge, a Princeton e allo Space Telescope Institute di Baltimora, è riuscita a rendere mirabilmente in parole questa bellezza, questo intimo piacere del cuore e della mente, nelle sue poesie. Ora parte di queste poesie sono state tradotte in italiano e la presentazione del volume che le raccoglie [Io mangio le stelle – Ed. Kurumuny] ci darà l’occasione di fare un breve percorso nella bellezza e nella poesia del cielo e dei fenomeni celesti, e nella biografia di una scienziata, di una donna, di grande acume e sensibilità, che aveva un legame speciale col nostro paese e che ha affrontato con grande coraggio un destino difficile, mantenendo sempre uno sguardo al cielo.

Sul piano dell’esperienza umana, una caratteristica profondamente rilevante del cielo, dell’Universo e dei meccanismi che lo regolano è la bellezza. Le immagini astronomiche ci incantano, la comprensione dei processi astrofisici ci lascia senza fiato. Rebecca Elson, astrofisica canadese, prematuramente scomparsa nel 1999, che lavorò a Cambridge, a Princeton e allo Space Telescope Institute di Baltimora, è riuscita a rendere mirabilmente in parole questa bellezza, questo intimo piacere del cuore e della mente, nelle sue poesie. Ora parte di queste poesie sono state tradotte in italiano e la presentazione del volume che le raccoglie [Io mangio le stelle – Ed. Kurumuny] ci darà l’occasione di fare un breve percorso nella bellezza e nella poesia del cielo e dei fenomeni celesti, e nella biografia di una scienziata, di una donna, di grande acume e sensibilità, che aveva un legame speciale col nostro paese e che ha affrontato con grande coraggio un destino difficile, mantenendo sempre uno sguardo al cielo.